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Il Monte Limbara è il massiccio Montuoso della Sardegna nord orientale. Rappresenta il confine meridionale tra la regione storica e geografica della Gallura e il Logudoro. La cima più alta, punta Balistreri, si innalza per 1362 metri sul livello del mare.

Il suo territorio ricade nei comuni di Tempio Pausania, Calangianus, Oschiri e Berchidda, in provincia di Olbia-Tempio.

Il nome potrebbe derivare da “Limen Balares” (confine dei balari) in quanto ha costituito il confine tra la regione abitata dai corsi a nord (la Gallura) e quella abitata dai Balari (il Monteacuto e la parte orientale del Logudoro). La denominazione della vetta principale(punta Balistreri) ne fa derivare il nome dal patronimico (di origine còrsa) di un certo Balistreri che vi si rifugiò nel diciassettesimo secolo con la sua famiglia a seguito di un litigio con un signorotto prepotente che voleva prender con le forze come moglie la figlia. Il signorotto e il suo seguito vennero uccisi dal Balistreri in una chiesa nei pressi di Nuchis (San Leonardo) e da quel giorno il Balistreri e la famiglia poterono tornare a Tempio. Alla sua morte venne tumulato nel Convento dei Frati Francescani, in segno di approvazione. L’episodio è citato in un testo del XIX secolo.

Il Monte Limbara venne incendiato nel 1936 e i suoi vecchi boschi di sughere e lecci vennero successivamente sostituiti da alberi di pino per la loro facile crescita.

Per anni la cima del Limbara è stata sede di una base comunicazioni NATO e di una base dell’Aeronautica Militare. Attualmente vi ha sede di una stazione di carabinieri e l’eliporto del Servizio Antincendio. In sommità sono presenti i più importanti ripetitori televisivi del Nord Sardegna. Nei pressi della punta Balistreri si trovano la chiesetta e la statua della “Madonna della Neve” edificate nel 1995.

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