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Il
nome potrebbe derivare da "Limen Balares" (confine
dei balari) in quanto ha costituito il confine tra la regione
abitata dai corsi a nord (la Gallura) e quella abitata dai
Balari (il Monteacuto e la parte orientale del Logudoro). La
denominazione della vetta principale(punta Balistreri) ne fa
derivare il nome dal patronimico (di origine còrsa) di un
certo Balistreri che vi si rifugiò nel diciassettesimo secolo
con la sua famiglia a seguito di un litigio con un signorotto
prepotente che voleva prender con le forze come moglie la
figlia. Il signorotto e il suo seguito vennero uccisi dal
Balistreri in una chiesa nei pressi di Nuchis (San Leonardo) e
da quel giorno il Balistreri e la famiglia poterono tornare a
Tempio. Alla sua morte venne tumulato nel Convento dei Frati Francescani, in segno di approvazione. L'episodio è citato in
un testo del XIX secolo.
Il
Monte Limbara venne incendiato nel 1936 e i suoi vecchi boschi
di sughere e lecci vennero successivamente sostituiti da
alberi di pino per la loro facile crescita.
Per
anni la cima del Limbara è stata sede di una base
comunicazioni NATO e di una base dell'Aeronautica Militare.
Attualmente vi ha sede di una stazione di carabinieri e
l'eliporto del Servizio Antincendio. In sommità sono presenti
i più importanti ripetitori televisivi del Nord Sardegna.
Nei pressi della punta Balistreri si trovano la chiesetta e la
statua della "Madonna della Neve" edificate nel
1995.
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